NIGHTGUIDE INTERVISTA ALE ANGUISSOLA
-
22/04/2021 | CarolinaElle
- 7913
Artista a tutto tondo e musicista fuori dagli schemi, Ale Anguissola racconta la vita, l'amore e il mondo attraverso testi accessibili e melodie che rimangono impresse sin dal primo ascolto. Nel singolo "In punta di piedi" (Italydigitalmusic) fa un omaggio alla città della musica per eccellenza, Napoli. Il brano è frutto anche della collaborazione con lo storico bassista/produttore Gigi De Rienzo, che qui gioca in casa.
Come è stato creare il brano "In punta di piedi" e che sensazione evoca?
Il brano in punta di piedi è nato distrattamente senza un intento preciso perché l'ispirazione è come la scatola di cioccolatini di Forrest Gump e "non si sa mai quello che ti capita" né quando.
La sensazione che evoca è chiaramente quella di tributare un omaggio a quelle persone che hanno la forza seguire una traccia, un percorso nella propria vita senza esuberanza e fragore ma con la discrezione della concretezza e della consapevolezza dei propri mezzi e del proprio obiettivo.
In un mondo sempre più incentrato sui social, cosa conta di più tra un bottino di like su Fb o un buon progetto musicale?
Contano tutti e due perché sono figli di giudizi di generazioni diverse; tuttavia l'artista risponde a un'urgenza e quindi quello che conta è sempre un buon progetto musicale.
C'è qualche lato negativo nel fare musica in questo momento storico e sociale?
Il lato negativo di oggi è l'impossibilità di suonare in pubblico, conseguenza al fatto che il brano musicale, ormai detto singolo, deve rispondere sempre più a logiche aritmetiche piuttosto che al consenso del pubblico dal vivo.
Ti piacerebbe scrivere per altri artisti o sei concentrato totalmente sul tuo progetto?
Sono sono aperto ad ogni tipo di esperienza.
Ci racconti l'idea del videoclip?
L'idea del videoclip è stata condivisa con il regista Alessandro Freschi che poi ha sviluppato una trama autonoma rispetto ai contenuti del pezzo e di questo gli sono grato. Abbiamo cominciato a ragionare sul fatto che volevamo una grafica comics con particolare riferimento ad Andrea Pazienza e a Napoli come scenario sottostante.
L'idea poi di Taxi Driver ci ha permesso di sviluppare un'analogia tra l'imprevedibilità -nel caso rappresentata dai clienti del taxi- e il concept di vivere in punta di piedi del tassista che nello sviluppo quotidiano della sua attività, alla fine trova il suo momento per volare.
Come è stato creare il brano "In punta di piedi" e che sensazione evoca?
Il brano in punta di piedi è nato distrattamente senza un intento preciso perché l'ispirazione è come la scatola di cioccolatini di Forrest Gump e "non si sa mai quello che ti capita" né quando.
La sensazione che evoca è chiaramente quella di tributare un omaggio a quelle persone che hanno la forza seguire una traccia, un percorso nella propria vita senza esuberanza e fragore ma con la discrezione della concretezza e della consapevolezza dei propri mezzi e del proprio obiettivo.
In un mondo sempre più incentrato sui social, cosa conta di più tra un bottino di like su Fb o un buon progetto musicale?
Contano tutti e due perché sono figli di giudizi di generazioni diverse; tuttavia l'artista risponde a un'urgenza e quindi quello che conta è sempre un buon progetto musicale.
C'è qualche lato negativo nel fare musica in questo momento storico e sociale?
Il lato negativo di oggi è l'impossibilità di suonare in pubblico, conseguenza al fatto che il brano musicale, ormai detto singolo, deve rispondere sempre più a logiche aritmetiche piuttosto che al consenso del pubblico dal vivo.
Ti piacerebbe scrivere per altri artisti o sei concentrato totalmente sul tuo progetto?
Sono sono aperto ad ogni tipo di esperienza.
Ci racconti l'idea del videoclip?
L'idea del videoclip è stata condivisa con il regista Alessandro Freschi che poi ha sviluppato una trama autonoma rispetto ai contenuti del pezzo e di questo gli sono grato. Abbiamo cominciato a ragionare sul fatto che volevamo una grafica comics con particolare riferimento ad Andrea Pazienza e a Napoli come scenario sottostante.
L'idea poi di Taxi Driver ci ha permesso di sviluppare un'analogia tra l'imprevedibilità -nel caso rappresentata dai clienti del taxi- e il concept di vivere in punta di piedi del tassista che nello sviluppo quotidiano della sua attività, alla fine trova il suo momento per volare.
Articoli correlati
Luisiana racconta “Millie Bobby Brown”
23/12/2025 | lorenzotiezzi
Con “millie bobby brown”, luisiana debutta con un brano che fonde il fascino degli anni '80 a un suono contemporaneo, fatto di synth, texture organiche e melodie c...
Intervista a Dario Migliorini, autore del romanzo noir “Gli anni sospesi”.
13/11/2025 | Bookpress
Dario migliorini (codogno, 1971) è uno scrittore, musicista e critico musicale. Ha pubblicato in self-publishing nel 2020 “coupe deville (frank è tornato a casa)”, ...
Liviae racconta Confusional (Amore)
12/11/2025 | CarolinaElle
Di livia ce ne sono tante, e ancor di più su spotify, parlando di musica. Per questo il nome di questa songwriter di roma si ispira al genitivo latino. Il genitivo signi...


