Intervista a Ferdinando Camon, autore dell’opera A ottant’anni se non muori t’ammazzano.

Intervista a Ferdinando Camon, autore dell’opera A ottant’anni se non muori t’ammazzano.

Ferdinando Camon è nato nel 1935 in un piccolo paese della campagna veneta. Esordisce nella letteratura con “Il quinto stato” (Garzanti, 1970), uscito con una prefazione di Pier Paolo Pasolini. Tra le sue opere: “La vita eterna”  (Garzanti, 1972), “Un altare per la madre” (Garzanti, 1978 - vincitore del Premio Strega), “Mai visti sole e luna” (Garzanti, 1994), “La malattia chiamata uomo” (Garzanti, 1981), “La donna dei fili” (Garzanti, 1986), “La cavallina, la ragazza e il diavolo” (Garzanti, 2004), “La mia stirpe” (Garzanti, 2011), “Conversazione con Primo Levi” (Guanda, 1991), “Scrivere è più di vivere” (Guanda, 2019), “Tentativo di dialogo sul comunismo” (Ediesse, 2019 - con Pietro Ingrao). Nel 2020 la casa editrice il Narratore pubblica l'audiolibro dell'opera di Camon “A ottant'anni se non muori t'ammazzano”. L'autore è tradotto in venticinque paesi e le sue opere sono pubblicate anche in edizioni per ciechi, in Italia e in Francia. Nel 2016 gli è stato assegnato il premio Campiello alla Carriera.
 
«Di cosa tratta la sua opera A ottant'anni se non muori t'ammazzano?».
Tratta del rifiuto dei luoghi di cura di curare gli anziani, della preferenza per i giovani e forti: i medici dicono perché con i giovani c'è più probabilità di salvarli, reagiscono meglio, son più vitali, in realtà non è che non abbiamo la scienza per curare gli anziani, ma curare gli anziani costa di più, lasciandoli morire si risparmia. È una soluzione economica. Curare o lasciar morire non è una scelta morale, etica, religiosa o deontologica, ma una scelta risparmiosa.    
 
«Dalle sue parole: “A 85 anni si dà per scontato che uno sia morto da tempo, a 85 anni uno non ha più diritto di vivere. Io non ho più diritto. Protesto, e queste pagine sono la mia protesta”. Nella sua opera combatte contro la credenza che a 80, 90 anni non si vive ma si sopravvive. In cosa si è sbagliato con gli anziani durante l'emergenza da coronavirus?».
Si è sbagliato tagliando continuamente i fondi alla Sanità, si è pensato che nessun governo se ne sarebbe accorto, poi è venuta l'epidemia, si sono moltiplicati i bisogni di letti, infermieri, medici, strumenti di terapia, come i respiratori, e poiché non ce n'erano più abbastanza, si pensa bene di aiutare i malati a morire, senza curarli. Da qui le direttive delle Sanità del mondo, non solo in Italia, ma anche in Francia, Germania, Stati Uniti, Spagna... di escludere dalle terapie gli anziani, quelli che hanno tante patologie, i poveri, i poco intelligenti (si dice: con un deficit cognitivo), insomma si fa una scrematura della società.
 
«Dalla sua opera: “Quando muori, se è il virus che ti fa morire, i figli intorno a te non ci sono, l'ospedale lo impedisce, devi morire solo [...> E a me questo pare il dolore più grande portato dal virus”. Vuole commentarci questa sua affermazione?».
Succede ogni giorno, anche oggi: malati di Covid, messi in isolamento, che muoiono senza poter salutare il coniuge, i figli, i parenti. Senza dare l'addio. Sono vite senza conclusione. Vite troncate. Senza funerale. Non può essere questo il destino dell'uomo, l'uomo è fatto per vivere e morire in comunicazione con la famiglia e con l'umanità. 
 
«Durante questa epidemia abbiamo scoperto un nuovo significato del termine paura. Come la chiama lei è una paura “astratta, metafisica”. In che senso?».
Vivo e scrivo chiuso in casa, non vedo mai nessuno, c'è un nemico mortale che m'aspetta dappertutto, se m'incontra mi uccide, ma dov'è? Chi è? Gli scienziati dicono che il virus ha un diametro di 60 milionesimi di millimetro, se il nostro nemico è quello, è un nemico astratto, non fisico ma metafisico.
 
«Un capitolo del suo libro è riservato al tema dell'eroismo nella contemporaneità. Vuole parlarcene?».
Mi stupisce l'invenzione di nuove parole, gli eroi degli ospedali: adesso quelli che salvano vengono chiamati eroi, una volta gli eroi erano quelli che uccidevano il nemico, che facevano imprese coraggiose, in trincea. Così facendo, rafforzavano l'ordine costituito, la gerarchia. Adesso eroi sono quelli che lavorano fino a svenire, che rischiano la propria vita per salvare le vite altrui, che amano il prossimo. Meglio adesso che allora. 
 
«A ottant'anni se non muori t'ammazzano è uscito in cartaceo per Apogeo editore e ora anche in versione audiolibro per la casa editrice il Narratore. Le piace questa nuova veste data alla sua opera?».
Non conoscevo il mondo degli audiolibri, ne ricavo un'impressione potente e grandiosa. Mi pare che le mie parole mi vengano addosso, piovendo dal monte Sinai. Sono anche fortunato: m'è toccato un dicitore dalla voce impostata e autorevole, quale io non ho. 
 
«Lei è tra i firmatari dell'appello internazionale della Comunità di Sant'Egidio “Senza anziani non c'è futuro”. In cosa consiste questa iniziativa?».
Senza il padre Anchise sulle spalle, Enea sarebbe scappato più veloce, ma lui doveva portare con sé i Penati, l'origine della sua Stirpe. Perciò condivido sant'Egidio. Domani continueremo la nostra civiltà, se oggi la salviamo.
 
Titolo: A ottant'anni se non muori t'ammazzano
Autore: Ferdinando Camon
Genere: Narrativa contemporanea
Casa Editrice: il Narratore audiolibri
Letto da: Moro Silo
Durata: 02h 01' (Versione integrale)
Prezzo: 7,49 €
Codice ISBN: 978-88-681-64-003
 
Contatti
http://www.ferdinandocamon.it/
https://www.facebook.com/ferdinando.camon
https://www.ilnarratore.com/en/ferdinando-camon-a-ottant-anni-se-non-muori-t-ammazzano-download/

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